FAQ

Una risposta alle vostre domande frequenti

Che differenza c’è tra fisioterapia e osteopatia?
Prima di tutto attualmente l’osteopatia non è riconosciuta, purtroppo, come professione sanitaria, contrariamente alla fisioterapia. Il percorso di studi di fisioterapia è triennale e permette il conseguimento di una laurea. Quello di osteopatia dura sei anni e conferisce un diploma. 

A livello pratico la fisioterapia utilizza un approccio di tipo sintomatico, nel senso che si va a trattare la zona in cui il paziente avverte il sintomo (dolore, blocco articolare o altro), mentre l’osteopatia ha un approccio di tipo globale sia nel trattamento che nella diagnosi e tratta la zona che causa il sintomo insieme ad altri fattori concomitanti, quindi non per forza quella in cui il sintomo si manifesta. 

È sicuro il trattamento osteopatico o fisioterapico durante la gravidanza?
Sia le tecniche osteopatiche che fisioterapiche sono assolutamente sicure in tutte le fasi della gravidanza. Ogni terapista ha a sua disposizione un bagaglio di tecniche manuali e a seconda della fase di gravidanza è possibile scegliere le tecniche più idonee. 

Ad esempio, la terapia cranio-sacrale permette di lavorare dolcemente sulla capacità naturale del corpo di riequilibrare le tensioni. Può però accadere che durante i primi tre mesi di gravidanza il terapista decida di interrompere o modificare l’approccio terapeutico per svariate ragioni cliniche.

Qual è la posizione migliore per dormire?
Nella maggior parte delle condizioni, la posizione più indicata è quella sdraiati sul fianco con le ginocchia leggermente flesse. Il capo deve però essere supportato da un cuscino di altezza idonea, che quindi colmi lo spazio tra orecchio e spalla senza creare inclinazioni a livello cervicale. La testa deve quindi essere allineata al resto della colonna vertebrale. 

Dormire sul fianco può però essere problematico in caso di problemi alla spalla, in tal caso è meglio dormire supini. Anche eventuali problemi ad anca e bacino possono essere esacerbati dormendo sul fianco, in tal caso è utile mettere un cuscino tra le cosce per ridurre le tensioni muscolari. Dormire proni invece non è indicato in quanto aumenta la tensioni a livello cervicale e accentua la lordosi lombare, determinando dolori lombari.

Da cosa è causata la sciatalgia?
Le cause possono essere molteplici. Il termine sciatalgia descrive un’irritazione del nervo sciatico che può avvenire lungo tutto il suo decorso. Il nervo sciatico origina a livello lombare, dal plesso sacrale e decorre posteriormente alla coscia e lateralmente alla gamba fino a giungere a livello del tallone e infine alla pianta del piede (tutte zone che possono essere interessate dalla sintomatologia dolorosa). Lungo il suo decorso può essere intrappolato in zona lombare da un disco intervertebrale erniato o protruso, oppure in sede glutea da un muscolo piriforme eccessivamente tonico. 

Questa compressione può avvenire in seguito a squat prolungati, dislocazioni dell’anca, fratture, disfunzioni viscerali a livello pelvico (es. utero retroverso, costipazione ecc.), immobilità. I trattamenti osteopatici e fisioterapici tentano di identificare la causa e di diminuire la compressione sul nervo migliorando il movimento articolare a livello lombare e pelvico generale, rilassando i tessuti muscolari e rendendoli maggiormente elastici e infine trattando le disfunzioni viscerali che possono ostacolare il decorso del nervo stesso.

Che problemi tratta l’osteopatia?

L’osteopatia tratta le disfunzioni dell’apparato muscolo-scheletrico, del sistema viscerale e di quello cranico.
Riportiamo sotto una lista non esaustiva di alcune delle condizioni trattate:
  • problemi mandibolari, bruxismo e serramento;
  • cervicalgia anche conseguenti a “colpo di frusta”;
  • mal di testa ed emicrania;
  • problemi toracici, inclusi dolore sternale o a livello costale;
  • dolori lombari legati o meno a problemi pelvici o alle anche;
  • sciatalgia;
  • curve spinali patologiche, quale scoliosi;
  • deficit alle spalle tra cui spalla congelata;
  • dolori al gomito, polsi e mani (gomito del tennista, gomito del golfista, ecc.);
  • problematiche d’anca, ginocchio e piede (incluse fasciti plantari e tendiniti varie);
  • lesioni muscolari e legamentose;
  • problematiche in gravidanza (nausea, mal di schiena, reflusso);
  • problematiche pediatriche (coliche, costipazione);
  • artrite e altre patologie autoimmuni;
  • alterazioni della digestione;
  • problemi respiratori;
  • alterazioni del ciclo mestruale, amenorrea o polimenorrea.

Chiedete un consulto nella sede di Via Milano 1 

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